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TIM: città più sicure grazie agli “armadi intelligenti” al servizio della Smart City

Il progetto Smart Lock realizzato con Olivetti permette di accrescere ulteriormente la sicurezza delle infrastrutture di rete e abilita servizi innovativi a beneficio delle amministrazioni locali, delle imprese e dei cittadini. Tutto questo grazie all’Internet of Things

06 Dic 2019

Accrescere la sicurezza e l’efficienza dell’infrastruttura di rete fissa abilitando al contempo innovative funzionalità in ottica Smart City. E’ questo lo scopo del progetto avviato da TIM che ha affidato ad Olivetti, polo digitale del Gruppo, la realizzazione del programma di rinnovamento tecnologico dei circa 150.000 armadi stradali che supportano la distribuzione della connettività su rete fissa comprese le architetture in fibra e rame. Smart Lock prevede l’utilizzo di serrature elettroniche gestite tramite una piattaforma da remoto e l’introduzione di procedure informatiche, tramite app, per l’autorizzazione all’accesso da parte del personale incaricato degli interventi di manutenzione sull’infrastruttura.

“Il progetto rappresenta un ulteriore step nell’evoluzione tecnologica della rete TIM e, oltre all’efficientamento dei processi di gestione operativa delle attività, abilita lo sviluppo di applicazioni IoT e la diffusione di soluzioni per le Smart City a beneficio delle amministrazioni locali, delle imprese e dei cittadini. Gli armadi stradali di TIM costituiscono una infrastruttura capillare per numerosità e rappresentativa della distribuzione della popolazione e delle unità abitative su tutto il territorio italiano” dichiara Carlo Filangieri, Deputy COO di TIM.

Gli armadi stradali come hub IoT nella Smart City

La soluzione prevede l’installazione in ciascun armadio di una unità di controllo locale collegata a sensori Internet of Things (come videocamere, rilevatori di parametri ambientali, hot spot wi-fi , sensori di mobilità, pannelli per l’information point e advertsing), configurabili secondo le esigenze e utilizzabili per raccogliere e aggregare dati utili alle amministrazioni comunali per realizzare servizi in ambito Smart City.

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L’unità di controllo locale, progettata per funzionare anche in condizioni ambientali difficili e in un contesto non protetto come quello dei siti su strada, raccoglie i dati rilevati dai sensori e li trasmette da remoto alla piattaforma centrale di gestione, consentendone l’archiviazione e l’aggregazione per tipologia e rendendoli fruibili tramite report e dashboard.

“Le competenze specialistiche in ambito Internet of Things di Olivetti unite alle tecnologie emergenti quali Edge Computing, analytics e machine learning permettono di trasformare ogni cabinet in un hub IoT. Grazie all’utilizzo di sensori si potranno sviluppare nuovi modelli di business e diversi scenari di interesse: dalla rilevazione della qualità dell’aria al conteggio dei flussi di persone, dalla videosorveglianza allo scambio di informazioni con i veicoli a guida assistita. Siamo orgogliosi di questo progetto, che rappresenta la soluzione IoT complessa più significativa e su vasta scala ad oggi realizzata end-to-end” afferma Ettore Spigno, Amministratore Delegato di Olivetti.

Immagine fornita da Shutterstock.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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