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Report

Big Data e CXO: i rischi legati alle interruzioni nell’accesso ai dati

Il Veeam Cloud Data Management Report 2019 rivela che il 73% delle aziende non è in grado di garantire agli utenti un accesso ininterrotto a dati e applicazioni; una scarsa gestione dei dati può costare ad un’azienda fino a 20 milioni di dollari l’anno; molte aziende guardano al Cloud Data Management per la protezione e il pieno utilizzo dei dati

06 Giu 2019

Una vera e propria esplosione dei dati è ciò che ha caratterizzato l’ultimo decennio ed entro il 2025 si prevede la generazione di oltre 175 Zettabyte di dati all’anno, una crescita di quasi due terzi rispetto al 2018. Per le aziende si prefigura naturalmente la necessità di gestire e proteggere le informazioni, indipendentemente da dove queste risiedano.

Oltre 1.500 leader di business e IT in 13 diversi paesi tra cui l’Italia, sono stati oggetto dello studio Veeam Cloud Data Management Report 2019, pubblicato da Veeam Software, società specializzata nella fornitura di soluzioni di Backup che abilitano il Cloud Data Management, e commissionato a Vanson Bourne, azienda che si occupa di ricerche di mercato relative al mondo tecnologico.

La principale evidenza emersa riguarda la discrepanza tra la consapevolezza di queste figure professionali dell’importanza della gestione dei dati per il successo del loro business, indicando tra i benefici una maggiore produttività nell’immediato e la possibilità di una vera business transformation nel futuro; e al contempo, l’attuale incapacità nel garantire agli utenti un accesso ininterrotto a dati e applicazioni, con l’evidenza che una scarsa gestione dei dati può costare ad un’azienda fino a 20 milioni di dollari l’anno. Rimane il fatto che le aziende stanno agendo nel concreto per affrontare e combattere questo problema: il 72% prevede di adottare strategie di Cloud Data Management, spesso sfruttando le possibilità offerte dal cloud ibrido, per avere successo e ottenere un maggior valore dai loro dati.

Disparità tra consapevolezza e investimenti

“Viviamo in un’era caratterizzata dai dati e l’imperativo per le aziende è quello di proteggerli, renderli sempre disponibili e sfruttarne il valore per generare crescita. Non è più un lusso per pochi, ma una vera e propria necessità di business. Esistono significative opportunità e un reale vantaggio competitivo per coloro che gestiscono i dati in modo efficace. È tempo di agire e il nostro studio dimostra che molti non stanno agendo in modo sufficientemente veloce”, ha commentato Ratmir Timashev, co-founder and Executive Vice President (EVP) of Sales & Marketing di Veeam.

Quasi la metà degli intervistati ammette che lo sviluppo delle tecnologie digitali è essenziali per avere successo: i benefici prodotti dall’implementazione di iniziative digitali sono molteplici e in media, sono stati stimati 124 milioni di dollari di fatturato aggiuntivo [per azienda] ogni anno. L’80% riconosce i benefici di produttività generati da soluzioni di Intelligent Data Management e multi-cloud a livello enterprise.

Tuttavia, solo il 37% delle aziende ha molta fiducia nelle attuali soluzioni di backup, e la maggioranza (73%) degli intervistati ammette di non essere in grado di soddisfare le richieste degli utenti. Ciò inibisce l’adozione di strumenti e processi che possono determinare vantaggi di business e si è constatato che una scarsa gestione dei dati può costare ad un’azienda fino a 20 milioni di dollari l’anno, dato che evidenzia l’impatto devastante che le interruzioni possono avere su fatturato, produttività e fiducia da parte dei clienti.

Gli intervistati riconoscono che molto lavoro deve essere fatto: le aziende stanno adottando tecnologie come cloud, o cloud ibrido, Big Data, Intelligenza Artificiale (AI), e Internet of Things (IoT) per accelerare il proprio successo e, in media, prevedono di investire 41 milioni di dollari nel 2019 per inserire queste tecnologie e creare trasformazione.

Inoltre, “Assistiamo allo sviluppo di una corsa globale verso la digitalizzazione, e alcune delle economie più avanzate al mondo rischiano di rimanere indietro quando si tratta adozione digitale. È essenziale che le organizzazioni creino le giuste fondamenta per gestire in modo intelligente i loro dati e proteggere il loro futuro” Timashev ha aggiunto.

Il 41% delle imprese giapponesi e il 48% di quelle brasiliane hanno descritto “matura” la gestione dei dati, rispetto a poco più di un quarto delle aziende in Francia e Germania, e all’11% nel Regno Unito. Il cambiamento non sembra essere all’orizzonte: le aziende giapponesi e brasiliane intendono investire in media 105 milioni di dollari e 73 milioni di dollari rispettivamente in Intelligent Data Management nei prossimi 12 mesi, cifre nettamente superiori all’investimento medio previsto nel Regno Unito (14 milioni di dollari), Cina (17 milioni di dollari) e Stati Uniti (38 milioni di dollari).

Verso una gestione più efficace ed intelligente dei dati

Le organizzazioni hanno iniziato il loro percorso verso un business più intelligente, sfruttando tecnologie come il Cloud Data Management e l’Intelligenza Artificiale per avere una vista in tempo reale di tutto il business, agendo sulla base dei dati a disposizione.

Per le aziende che hanno intrapreso questo percorso, lo studio evidenzia quattro componenti comuni a livello globale:

  1. Il Cloud Data Management è una componente essenziale per la gestione intelligente dei dati e i CXO riconoscono i vantaggi di un approccio multi-cloud ibrido, per i costi, l’affidabilità, la flessibilità e la sicurezza dei dati. Alcuni dati:
  • 3/4 delle aziende intervistate utilizzano piattaforme SaaS (Software-as-a-Service)
  • molte utilizzano il cloud per le attività di backup e ripristino
  • il 51% opera in modalità Backup-as-a-Service (BaaS)
  • il 44% utilizza servizi DRaaS (Disaster Recovery-as-a-Service)
  1. Nove aziende su dieci considerano le competenze digitali dei dipendenti vitali per il loro successo, infatti permettono di attingere informazioni dai dati a disposizione e utilizzare le nuove tecnologie.
  2. Oltre due terzi degli intervistati ritiene che la cultura aziendale deve diventare più aperta verso le tecnologie digitali, adattarsi e recepire senza ostacoli, per far evolvere le persone insieme all’azienda.
  3. Le aziende devono creare fiducia nei confronti della capacità di un business digitale, che ha nei dati le sue solide fondamenta. Soltanto un quarto degli intervistati si è dimostrato fiducioso nella capacità di risolvere le sfide digitali.

Bisogna quindi iniziare dal costruire solide fondamenta digitali e fare in modo che i dati siano protetti e sempre disponibili. Una volta superato questo primo passo, le aziende possono implementare con fiducia nuove iniziative digitali, creando valore di business e vantaggio competitivo e sfruttando tutto il potenziale del Cloud Data Management.

Immagine fornita da Shutterstock

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