TeamSystem Point of View

Per monitorare la salute d’impresa non basta guardare al fatturato

Le imprese devono monitorare tutta una serie di indicatori e parametri finanziari, come peraltro previsto dal nuovo Codice della crisi d’impresa, che entrerà in vigore il 15 luglio 2022

14 Lug 2022

Gianluigi Torchiani

In questi ultimi anni le imprese italiane hanno conosciuto tutta una serie di momenti economici negativi: dalla crisi finanziaria del 2008 si è arrivati, dopo una serie di stop and go, alla pandemia, che ha avuto un impatto estremamente deprimente sul Pil nazionale. Nel mezzo ci sono stati poi periodi complicati soltanto per alcuni singoli comparti nonché, naturalmente, difficoltà di varia natura che hanno interessato migliaia di aziende, le quali, in linea generale, sono oggi sottoposte a una crescente pressione internazionale, nonché a normative sempre più rigorose da un punto di vista fiscale e ambientale. Insomma, per la grande maggioranza delle imprese la parola “crisi” è diventata purtroppo familiare e, non di rado, è stata accompagnata anche da termini come fallimento e chiusura. Situazioni che sono vissute dai piccoli imprenditori con angoscia, che vedono nella crisi e nelle difficoltà dei propri progetti imprenditoriali un vero e proprio fallimento personale, da cui è impossibile o quasi risollevarsi. Il problema di fondo è che, nonostante l’impegno profuso nel lavoro quotidiano e nelle relazioni con i propri clienti, le PMI italiane tendono a trascurare quegli indicatori finanziari che possono permettere di monitorare lo stato di salute della propria impresa nel tempo. Evitando così che, al manifestarsi di una crisi ciclica o dipendente da ragioni esterne, le cose precipitino irreversibilmente, con conseguenze pesanti per il sistema economico nel suo complesso.

Il nuovo Codice della Crisi d’impresa

Questo tema è in realtà noto ormai da anni, ed è stato affrontato dalla direttiva UE n. 2019/2013 Insolvency, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 14/2019. Che stabilisce come, a partire dal 15 luglio 2022, entrerà in vigore il Codice della crisi d’impresa: si tratta di una normativa che impone alle imprese di dotarsi di assetti organizzativi adeguati, e ai professionisti di segnalare agli imprenditori, in maniera puntuale e tempestiva, la presenza di uno squilibrio economico-finanziario. Il codice contiene non poche novità: tra queste la sostituzione del termine “fallimento” con l’espressione “liquidazione giudiziale”; la definizione dello “stato di crisi” come probabilità di futura insolvenza; l’adozione di un unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza. Più in generale, c’è la volontà di vedere la crisi economica finanziaria delle imprese come un passaggio non per forza irreversibile ma superabile, a patto di intervenire per tempo, con un adeguato monitoraggio.

I parametri da controllare

Un aiuto all’individuazione di quei dati e parametri da tenere sott’occhio arrivano dalla guida “Monitoraggio della salute d’impresa” elaborata da TeamSystem. Il primo suggerimento è di andare oltre la redazione del bilancio, un onere al quale tutte le imprese sono soggette nelle diverse forme previste dalla legge ovvero ordinaria, abbreviata o micro. Piuttosto, è necessario mettere in relazione i dati tra di loro così da valutare tre aspetti fondamentali:

  • la solvibilità,
  • la liquidità
  • la redditività.

Un’impresa è sana soltanto se tutte queste tre aree sono in equilibrio. In questo senso, un indicatore fondamentale è il cosiddetto credit score: si tratta di un punteggio calcolato sulla base dei dati di bilancio, utilizzato per valutare l’affidabilità creditizia di un’impresa, ovvero la sua capacità di generare le risorse necessarie a ripagare i debiti contratti. Va distinto dal credit score (che è calcolato solamente sulla base dei dati di bilancio e non ha valore legale) il Rating del credito: quest’ultimo, rilasciato da agenzia di rating accreditate presso le autorità di controllo, è un giudizio complesso che esprime una valutazione più ampia dell’affidabilità creditizia del soggetto anche in considerazione del contesto nel quale opera.

Esistono poi tutta una serie di parametri che le imprese dovrebbero comunque tenere sotto controllo per comprendere la propria situazione finanziaria. Tra questi, a titolo d’esempio, ricordiamo l’Analisi dei flussi di cassa, la Posizione Finanziaria Netta (PFN) e il patrimonio netto.

Il supporto di Check Up Impresa di TeamSystem

In altre parole, dalla Guida di TeamSystem emerge chiaramente come la salute di un’impresa non si possa misurare soltanto guardando alla sua grandezza dimensionale o al suo fatturato. Anche un’impresa di piccole dimensioni può vantare una salute eccellente quando è in grado di gestire in maniera equilibrata le proprie risorse. Allo stesso tempo anche le grandi aziende, quando trascurano o sottovalutano la propria esposizione finanziaria, possono andare incontro a repentine crisi. Un aiuto a questa analisi arriva da Check Up Impresa, il Software in Cloud di TeamSystem, sviluppato in collaborazione con ModeFinance, primaria Agenzia di Rating accreditata ESMA ed Ecai, pensato per supportare le imprese, i commercialisti, sindaci e revisori nel monitorare l’equilibrio economico-finanziario, mediante approfondite analisi dei principali indicatori di business (credit score, PFN, DSCR, Analisi della CR), sia per semplificare il percorso di accesso ai finanziamenti bancari, e infine prepararsi all’entrata in vigore degli obblighi previsti dal Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza.

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Gianluigi Torchiani

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